Negli ultimi anni si è venuto a delineare nel campo degli handheld (o Console Portatili se si preferisce) un dualismo di fatto fondato sulla concorrenza tra la PlayStation Portable ed il Dual Screen della Nintendo, almeno stando a guardare le grosse cifre riguardanti numero di unità vendute o numero di giochi sviluppati da grosse case produttrici.
Ma il graduale e sempre più potente sviluppo della tecnologia “portatile” e la sua diffusione ha permesso che si venisse a creare una nicchia del mercato a mio parere parecchio interessante: quello delle Console orientate all’Open Source. Queste console sono spesso caratterizzate da una grande libertà nel farci quello che si vuole (o che si ci riesce), da una abbondanza di programmi e giochi realizzati da utenti per altri utenti (i famosi “homebrew”) e da una messe di emulatori. In questo articolo mi dilungherò brevemente sulle principali console e sulla storia di questa branca modesta nei numeri del mercato videoludico, figlia degli anni duemila e delle voglie di libertà e retrò tipiche della “comunità open”.
Cercando un criterio che mi permettesse di definire “Console Open Source” sono convenuto alla fine su semplicemente “console prodotte e mercificate rivolgendosi essenzialmente alla community come produttrice di software” opposto invece al modello della PSP o del DS in cui grandi aziende come per esempio la EA, la Ubisoft oppure la Sony fossero le principali anche se non uniche fonti di giochi ed applicazioni. Questo orientamento mi ha permesso di scartare console indubbiamente non di grande scala come il losco caso del Gizmondo oppure lo sfortunato Game.com (su cui potrei invece dilungarmi in futuro se ne ricevessi qualche richiesta).
Potremmo dire che il primo tentativo di una console che fosse orientata al rendere accessibile a chiunque la possibilità di programmarcisi sopra, senza costi di iscrizione o “protezioni” e chip di sicurezza fu quello di Indreama. Quest’ultima era una start-up che naque i primi del duemila e non sopravvisse per vedere l’11 Settembre.
Era una società che era nata nel periodo in cui trovare soldi per finanziare idee sulla tecnologia era una cosa la cui facilità divenne proverbiale, poi la “bolla” dei dot-com scoppiò, ed Indreama fu spazzata via insieme a tante altre.
Comunque sia la console che era in cantiere non era altro che una console fissa e non si capiva che vantaggi portava rispetto ad un semplice computer o alla annunciata PS2.
Dopo questa falsa partenza, il tentativo successivo si rivelò maggiormente fortunato. Mentre il GameBoy Advance si stava diffondendo in lungo e largo per il globo, senza nessun reale concorrente, accadde che la Corea del Sud decise che era giunto il tempo di opporsi a questo predominio schiacciante. I coreani infatti sembra che abbiano sempre mantenuto un certo astio verso i giapponesi, specie al seguito della debacle dell’invasione della Corea.
Questi malumori si materializzarono dunque in una legge che vietava l’importazione di tecnologia giapponese in Corea del Sud (la Corea del Nord pare ci sia andata meno per il sottile, avendo come abitudine quella di rapire giapponesi). Il problema principale di questa posizione stava nel fatto che la tecnologia giapponese era proprio quella che desideravano schiere di videogiocatori da quasi un ventennio. In questo scenario si inserì la GamePark che, grazie a soldi pubblici, iniziò a sviluppare la sua risposta al GBA. Risposta materializzatasi nel GP32.

Il Gp32, in una delle sue numerose reincarnazioni.
Il GP32 era più potente del GBA, non aveva cartridge proprietari ma supportava le prime schede di memoria, i suoi kit di sviluppo erano disponibili gratuitamente con licenza Gnu Public License (la stessa del Kernel Linux o di eMule per intenderci), era overclockabile ed anche se fuori dalla Corea fu poco conosciuta, era in vendita tramite rivenditori online. In breve si creò una community di appassionati, sproporzionata in rapporto a quelle di console, se si considera che il numero di unità vendute fu di appena 30.000.
Nonostante non ci furono grosse compagnie che svilupparono per una console così piccola, alcune piccole società rilasciarono alcuni giochi, ma la vera potenza di questa console era nella sua comunità. Lettori di DivX, emulatori a 16 bit, firmware alternativi, giochi homebrew, persino una versione di RPGMaker furono sviluppati e resi disponibili gratuitamente.
Poco dopo il rilascio del GP32 la GamePark iniziò a lavorare al suo seguito. Ma come spesso succede quando idee del reparto Marketing ed idee degli Ingegneri si scontrano, anzichè uscirne fuori un progetto, uscirono gli ingegneri, che fondarono la loro società rivale: GamePark Holdings (sembrerebbe che in Corea non vanno troppo per il sottile nella scelta dei nomi).
Questa situazione si sarebbe potuta concretizzare in due console rivali che si sarebbero dovute spartire il mercato, ma a quanto sembra il reparto Marketing rimasto non ebbe molta fortuna, visto che il loro annunciato XGP non vide mai la luce. GamePark dichiarò bancarotta e così il GP2X di GamePark Holdings potè uscire indisturbato nel 2004, raddoppiando il numero di unità vendute rispetto il suo precessore.

Il Gp2x della GPH in tutto il suo splendore ed in tutta la scomodità dei suoi controlli.
Questa nuova console ebbe un successo relativamente considerevole, e riuscì a fare crescere la community dietro queste console open, ed il conseguente materiale prodotto. Tuttavia alcuni utenti cominciarono a stancarsi dei design di queste apparecchiature, che puntualmente risultavano in qualche modo scomode, e le case si dimostravano più disposte a seguire canoni “estetici” (in un qualche tentativo di vendere di più probabilmente) che di comodità. Un esempio su tutti è quel doppio analogico che potete vedere nella versione del GP2X proposto dalla foto sopra.
Questi malumori si diffusero a poco a poco nel forum dove principalmente prosperavano queste community: gp32x.com. Ed in questo clima fu accolto come la manna dal cielo l’annuncio da parte dei rivenditori on-site di queste console per l’Europa, la creazione di una nuova tipologia di progetto: una console costruita dai suggerimenti degli utenti, degli hacker e dei semplici fan di questi prodotti.
Il progetto Open Pandora nacque e prese residenza su quel forum, ed attraverso interminabili mesi di progettazione, venne confezionato attorno alla stessa comunità che lo aveva concepito, rispondendo alle sue richieste e senza nessuna grande casa che lo finanziasse. Questo ha comportato da un lato che il Pandora stia ancora in diritura di arrivo (attualmente stanno avviando la produzione di massa degli ultimi componenti), dall’altro che sia rifinito con una cura che è ignota a molti di quei prodotti di piccole compagnie che dalla Cina invadono il mercato con “un altro prodotto in vendita”. Un esempio di ciò è la completezza dei suoi sistemi di input inclusi che è veramente enorme: tastiera qwerty, doppio analogico, D-pad con 4 tasti da gioco, due shoulder button, touchscreen oltre la possibilità di attaccare altre periferiche tramite usb e di saldare due ulteriori shoulder button a chi ne avesse voglia ed esperienza.
Comunque sia, non trattandosi di un prodotto già in vendita (preordini a parte), mi limiterò a scriverne una volta uscito.

Un elegante render del Pandora
La generazione attuale di console open source (potremmo definirla la terza? Comunque sia si tratta della settima generazione di console) è attualmente composta di due concorrenti.
Il primo di essi il secondo lavoro della GamePark Holdings: il GP2X Wiz. Il form factory del Wiz ricalca quello del GameBoy Micro, caratterizzato da dimensioni minuscole ed un touchscreen OLED che ne ha causato in gran parte il consistente prezzo.

Non fatevi ingannare dalle dimensioni di questo gioiellino: ha delle ottime potenzialità a livello di motore!
Nonostante sia così piccolo, il Wiz sfoggia dei numeri di tutto rispetto: a parte il già citato schermo OLED (che garantisce una maggiore luminosità e un miglior risparmio energetico rispetto ai normali LCD), ricordiamo il processore da 533 Mhz (molta più potenza di quanto potrebbe mai averne un Nintendo DS o una PSP) Questa volta quelli della GPH hanno capito che la gente ama i D-Pad è quindi ha deciso di accontentarli: Doppio D-Pad! Se vi state chiedendo che cosa occorra per avere un semplicissimo set di controlli D-Pad più 4 tasti, non siete gli unici.
Ed è a questi che la Shenzhen Dingoo Digital, una di quelle tante compagnie cinesi che sono conosciute nel mercato italiano per i loro lettori mp4 cloni del più classico (e immotivatamente costoso) Ipod, risponde lanciando la sua personale risposta: il Dingoo A320.

Il Dingoo, in una foto che devo ammettere ne aumenta l'appetibilità.
Nonostante queste fabbriche di norma siano addette a prodotti di basso costo, il Dingoo si è invece fatto un nome per essersi rivelata una ottima console, semplice, efficiente e potente (gli emulatori inclusi si sono rivelati persino più rifiniti di quelli del Wiz al momento) ad un ottimo prezzo (su ebay è facile trovare venditori che lo piazzano a sessanta euro comprese le spedizioni).
Considerando che è una console che spazia dall’emulazione del GBA, all’eseguire una versione di linux (Dingux) ed all’essere utilizzabile come lettore divx collegabile ad una televisione, non c’è da stupirsi che si sia formata una piccola comunità di appassionati anche dietro questo prodotto.
Sia che si guardi al Wiz, che al Dingoo che all’imminente Pandora, sembrerebbe che il futuro di questo genere di prodotti sia promettente e tendente all’espansione. Se si pensa alle potenzialità, è più logico aspettarsi uno spettro molto più ampio di cose da fare su delle console dove non si cerchi di limitare le possibilità in alcun modo, rispetto piuttosto ad ambienti dove le case madri chiedano invece contratti e impongano restrizioni alle fantasie di programmatori.
Mi chiedo se un giorno non sia uno spettacolo troppo futuristico ed irreale vedere per strada qualche ragazzo tirare fuori un piccolo apparecchietto e mettersi a giocare a Quake 3, a qualche gioco per PlayStation o a navigare su firefox in Italia, senza essere guardato come un alieno.
[ fonte | gp32x.com ]
[ fonte | Pandora Unofficial Blog ]




Ehilà Gempo!!! Un escursus fatto con i fiocchi!!! Mi complimento!!! Spero in un tuo articolo sul Pandora appena sbucherà fuori!!! =)
anch’io non vedo l’ora di un continuo
hai suscitato in me un certo interesse nell’argomento anche se prima del pandora no interessava un granche… XD
alla prossima
Thumbs Up!
Ovviamente se c’è qualche argomento su cui vorresti che indaghi ulteriormente, dite pure