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Prototype, i poteri di una divinità genetica

Prototype

Prototype, la nuova fatica prodotta dalla Activision, esce oggi anche sul mercato europeo dopo un anno di anticipazioni che l’hanno descritto come una rivoluzione, un capolavoro di character design e di giocabilità. Noi l’abbiamo provato e ci stiamo tuttora giocando per dirvi come stanno le cose veramente, senza però anticiparvi più del dovuto.

Quanto è complessa la storia dietro questo titolo? Molto poco. Il protagonista Alex Mercer si risveglia dalla morte mentre stanno per vivisezionarlo e inizia a scappare da un esercito di commando che non lasciano prigionieri (uccidono davvero chiunque si allinei con la canna dei loro mitra). Ovviamente non ricorda nulla del suo passato ma scopre di avere strepitosi poteri conferiti da esperimenti genetici.  E invece di essere contento cerca vendetta rivelando le trame di una cospirazione che ha di mezzo virus, abomini e immagino anche il governo degli Stati Uniti.

Il gioco è in terza persona, d’azione e ambientato prevalentemente per le strade, le vetrate dei palazzi e i tetti di tutta New York. Il nostro protagonista sin dall’inizio del gioco può correre tranquillamente su qualsiasi muro e arrampicarsi in un attimo fino all’ultimo piano di ogni grattacielo e ha la forza per alzare una macchina e scagliarla addosso ai nemici.

Se poi consideriamo  il prologo del gioco, la parte di tutorial, controlliamo il personaggio in uno stadio molto avanzato con molti dei potenziamenti già sbloccati. Una struttura che in altri giochi può funzionare bene ma qui risulta un po’ fastidioso, nei primi cinque minuti di gioco vedi meccaniche molto avanzate per poi tornare (quando Alex racconta la sua storia dall’inizio) a uno stadio grezzo, non abbastanza però da risultare con un cambio di stile di gioco. Insomma avremmo preferito che dopo il prologo controllassimo un personaggio che non avesse ancora scoperto i suoi poteri, con tutte le difficoltà legate a essere un normale essere umano.

Ma Alex Mercer non è più un mortale qualsiasi, il suo corpo è in realtà un ammasso organico che può cambiare forma a piacimento. Le sue mani possono diventare delle affilate lame o dei potenti martelli, il tutto con una transizione di filamenti neri e rossi. Ha la capacità di assorbire i nemici (i cui cadaveri si trascinano dietro al protagonista fino a quando non vengono fagocitati dalla sostanza nera) e assumerne le sembianze.

E nel caos che scatenerete per le strade della grande mela vedrete la folla impazzire, macchine che investono i pedoni presi dal panico, poliziotti che uccidono civili per sbaglio. Il comportamento dei bot non è accurato quanto quello di Assassin’s Creed e passerete quasi inosservati anche se vi arrimpicate sopra un muro davanti ad un militare, ma supplisce il numero molto elevato di persone e mezzi che potrete fare a pezzi.

Per attivare le missioni della storia principale bisogna andare nei checkpoint indicati sulla mappa e spingere il tasto di attacco secondario, partono dei brevi filmati di intermezzo in cui qualcuno (la sorella di Mercer o più avanti l’ex-fidanzata) che spiegano lo scopo della missione e poi si torna al gioco.

Prima di continuare con le missioni principali si possono però intraprendere delle sfide che, anche se semplici, aumentano il tempo di gioco e il divertimento. Quelle iniziali sono gare di corsa e salto ma andando avanti sono disponibili anche missioni di infiltrazione nelle basi militari, sterminio di mutanti o di commando e altre legate ai mezzi.

Sparsi per tutta la città passeggiano alcune persone che sono comprese nella Ragnatela d’Intrighi, assimilare queste persone dà un bonus nell’esperienza e sblocca una serie di microfilmati in cui vengono rivelati particolari della storia attraverso i ricordi di quelle persone.

Le abilità di Alex Mercer si potenziano attraverso un pannello del menù spendendo l’esperienza ottenuta grazie alle missioni. Alcune dei poteri si ottengono però assorbendo per la prima volta i nemici. La brama di rendere più forte il protagonista ci spinge così a giocare con più attenzione gli intermezzi tra una missione e  l’altra per ottenere maggiore esperienza e arrivare a raccogliere le solite “bandierine” nascoste un po’ per tutta New York.

Pur avendo alcune pecche e la grafica non ai livelli di titoli come Far Cry 2, possiamo consigliare Prototype come un gioco d’azione che sa divertire e non stufa, proponendo missioni originali e sfide di una certa difficoltà.


4 Responses

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  1. Giepi says

    Mmmh non sembra malaccio. Peccato per il processore, che ho a 2.4 ghz, altrimenti i requisiti minimi che ho trovato dicono

    * Sistema operativo: Windows® XP Service Pack 3 e DirectX® 9.0c o Windows Vista Service Pack 2
    * Scheda video: 256 MB – 100% DirectX® 9.0c con suppoerto Shader Model 3 (Nvidia 7800 o superiori / ATI X1800 o superiori)
    * Processore: Pentium(R) Intel Core® 2 Duo 2.6 GHz o AMD Athlon 64 X2 3800+ o superiori
    * RAM: 1 GB di RAM per Windows ® XP / 2 GB per Windows Vista
    * Spazio su disco: 8 GB (più 500MB di swap file)
    * Scheda audio: DirectX 9.0

    Dite che ci potrei giocare? “bene”? per il settore scheda video, sto con una ati 2600hd da 512mb…

  2. Bembo says

    Dovresti farcela… togliendo l’anti-aliasing e qualche altra cosa… a livello di quantità di poligoni non mi è parso qualcosa di esagerato.

  3. Andi says

    a me non partirebbe :°°°°°°°°°°°°(
    mi brucio con la scheda video.. pero’ gempo preparati che mi ritrovi nella stanza appollaiato in attesa di provarlo *-*

Continuing the Discussion

  1. diggita.it linked to this post on 12 June, 2009

    Prototype, i poteri di una divinità genetica | Village Bench…

    Prototype, la nuova fatica prodotta dalla Activision, esce oggi anche sul mercato europeo dopo un anno di anticipazioni che l’hanno descritto come una rivoluzione, un capolavoro di character design e di giocabilità. Noi l’abbiamo provato e ci stia…



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