
E’ uno degli argomenti più in voga per gli appassionati delle novità in campo editoriale, ma con l’accumularsi delle notizie si stanno perdendo le due domande principali: come funziona l’E-Ink? Quali prodotti ne fanno uso ad oggi?
La carta elettronica nasce nel 1996 (sebbene esperimenti simili fossero già iniziati dagli anni settanta) e il suo funzionamento è legato a piccole sfere per metà nere e per metà bianche.Ognuna delle due parti ha una carica opposta e possono essere orientate grazie a campi elettrici.
Di fatto quindi c’è bisogno di energia solamente per orientare le singole sfere dopodichè l’immagine che forma l’insieme rimane fissa senza essere alimentata.
La frequenza di aggiornamento è molto bassa rispetto ai monitor LCD, ma compensa l’estrema leggibilità in condizioni di forte luminosità. Non si vede mai riflessa la propria faccia mentre si guarda uno schermo e-paper, al contrario sembra di guardare un rettangolo di plastica su cui è stato stampato del testo.
Passiamo ora ai campi di applicazione, tutti prodotti già in commercio.
Gli E-book
Naturalmente il campo che subito si è interessato all’e-ink è quello dei lettori di ebook. Kindle, Sony Reader, Hanlin eReader, eSlick e il francese Cybook sono solo alcuni dei prodotti disponibili sul mercato.
Tutti quanti supportano i formati più diffusi di testo (txt, pdf, prc, etc…) e di immagini, hanno una memoria espandibile e la possibilità di rigirare lo schermo in orizzontale.
Ma è possibile fare una suddivisione in due categorie:
- La prima comprende una gamma di lettori con pochi tasti e funzioni basilari per un lettore di ebook. Per chi pensa che avere 500 libri in 200 grammi sia già abbastanza e che se uno vuole fare di più si compra almeno un netbook. Alcuni nomi d’esempio sono Cybook, Hanlin eReader ed eSlick.

Cybook, l'ebook reader dei francesi Booken
- L’altra categoria raccoglie gli ebook reader super accessoriati. Con questi ti arriva il giornale del mattino automaticamente in wifi, sempre senza fili puoi comprare nuovi libri o trasferirli con il computer. Hanno in gran parte una tastiera QWERTY o se non basta, ad esempio sull’iLiad, il touchscreen.
Di questa politica è Amazon che nel Kindle 2 ha inserito anche la funzione di lettura vocale dei libri, senza dover trovare l’audiobook si possono ascoltare (letti da una voce un po’ robotica) i propri libri. Nel Kindle DX sarà inserito un accelerometro che permetterà di sfogliare le pagine solamente inclinando il lettore da un lato o dall’altro.

Kindle DX, l'ultimo prodotto di Amazon
Ma non si ferma qui la sperimentazione negli ebook reader. Readius infatti grazie alla possibilità di piegare lo schermo diviene così piccolo da poter essere messo in un taschino.

Con il Raedius è ora possile accartocciare anche gli eBook!
I Cellulari
La leggibilità e il consumo energetico interessa molto il campo della telefonia mobile. Nel 2006 infatti la Motorola ha proposto il suo Motofone, un cellulare con schermo e-ink, leggero, molto fino e davvero economico (dai 30 ai 40 euro). Più simile nell’impostazione dei menù ad un orologio digitale che ad un telefonino, il Motofone è stato progettato sopratutto per i paesi più poveri e per gli sportivi.

Il Motofone, la scelta per chi ha bisogno di un telefono solo per telefonare!
Samsung invece ha trovato un altro utilizzo all’E-ink. Nel nuovo cellulare Alias 2 infatti la tastiera è in realtà uno schermo di carta elettronica che può riconfigurare i tasti così da adattarli alla posizione verticale o a quella orizzontale (in modalità di scrittura SMS). Per la prima volta in oltre viene usata una retroilluminazione per questa tecnologia.

Il Samsung Alias 2, il primo telefonino con tastiera metaforme
Altra idea nell’utilizzare la carta elettronica l’ha avuta la Hitachi che nel telefonino W16H ha inserito l’e-ink nella scocca esterna. In questo modo è possibile riprogrammare e personalizzare il design stesso del proprio cellulare.

Con l'Hitachi W16H cambiare look è un attimo.
Altri utilizzi
La PhosPhor ha iniziato a vendere i primi orologi con tecnologia e-paper, il look è ovviamente simile a quello dei classici orologi digitali. La Delphi invece produce chiavi elettroniche che comunicano con l’automobile mostrando su uno schermo informazioni come il livello di benzina, quali portiere sono aperte o se i fari sono ancora accesi. La Lexar produce delle chiavi USB con un indicatore sullo spazio ancora disponibile all’interno della memoria. Infine la Aveso ha sviluppato un microscopico schermo da inserire all’interno di carte di credito o smartcard, per indicare la quantità di denaro all’interno della scheda, delle password monouso o altre informazioni.


Il portachiavi superaccessoriato della Delphi

Il minuscolo diplay della Aveso utilizzabile nelle SmartCard




Ehi! Bel lavoro! Finalmente mi hai chiarito che diamine sia e che potenzialmente nel futuro non sarà affatto costosa! Quel telefonino sembra parecchio appetibile… Non vedo l’ora di vedere qualche cosa di veramente economico sul mercato e di usabile…
Ma quella storia delle sfere sembra lasciare permanente fuori il concetto di “colore”, right? Sarebbe stato un ottimo lettore per fumetti altrimenti!